mercoledì 17 novembre 2010

la tv dei ragazzi

Tutto prosegue, non è un problema. Dal giorno 11 settembre la produzione e la programmazione di RAI3 bambini è sospesa. Il centro di produzione di Torino è fermo,passare per i corridoi di via verdi...silenziosi,vuoti! entrare negli studi...tristi...deserto.
60 persone precarie, tra redazione a t.d., attori, autori,conduttori,costumiste,sarte,trucco,parrucco,cameramen, insomma tutti a casa. per la prima volta dopo 12 anni a settembre non si ricomincia a lavorare, c'è chi nel corso di questi anni si è sposato, chi ha acceso un mutuo, chi ha deciso di fare figli! ironia della sorte, sospendere la produzione dei programmi per bambini di RAI3 ! Ma tutto continua, uguale. Il pomeriggio di RAI3 è comunque per bambini e ragazzi, il telefilm "La strada per Avonloe", il GTRagazzi, Cose dell'altro GEO, tutta programmazione adatta all'infanzia, fa ascolto,costo basso, molto basso. I canali dedicati vanno bene, BOING è il primo e poi tutta l'offerta SKY, ed infine YoYo e Gulp,quanti minuti del prodotto di RAI3 su questi canali, tanti! Davvero tanti, tutto in replica, a costo zero. Dove è il budget di RAI3 bambini con il quale si potrebbe cominciare a riprodurre la Melevisione,E' domenica papà, Il giornale del fantabosco, Trebisonda? Chissà? Comunque la squadra c'è ed è forte! In un mese esatto preparazione e registrazione della puntata speciale di Natale del Gran Concerto !

domenica 10 ottobre 2010

papà mi porti al pozzo?

Ieri sera i telegiornali hanno riportato immagini ed interviste di molte persone che hanno passato la domenica in visita al terreno ed al pozzo di Avetrana.Questa mattina le rassegne stampa denunciano la "curiosità morbosa". Evviva ! qualcuno comincia ad accorgersi di come la Tv in questi anni ha modificato la sensibilità, l'emotività e la curiosità delle persone. Un papà intervistato, risponde di essere andato al pozzo, perchè il bambino, 6anni, lo aveva chiesto ??? Certo la chiusura del programma "E' domenica papà" a solo un mese ha fatto già danni.

sabato 9 ottobre 2010

Quando Maria(non la Madonna) assiste la famiglia

Quando Maria (non la Madonna) assiste la famiglia.
Ormai è frequente entrare in trattorie,pizzerie e ristoranti dove troneggia un televisore,può esser ultrapiatto e moderno, oppure più modesto. Ma si trova spesso, acceso.
Troppo spesso succede è che ad una cena tra amici, l’ospite conosciuto che siede a volte silenziosamente ma comunque sempre invadente con le sue immagini, si interpone al nostro sguardo, ci distrae mentre parliamo anche con un amico, che magari, non vediamo da molto tempo, è lì, emana la sua luce e ci cattura.
Spessissimo, se si decide di andare a cena il sabato sera, è certo che si avrà un ospite in più al nostro tavolo, il suo nome è Maria.
Amata molto dalle donne, mamme, nonne o single, seguita dagli uomini perché è l’unica che riesce a toccare e ad emozionare il mondo maschile riuscendo a far piangere i maschi in TV, assiste tutti i sabati sera le famiglie che si recano in uno dei qualsiasi ristoranti di questo paese.
E’ una presenza importante, Maria (non la Madonna) rassicura, emoziona, infonde speranza, la sua mediazione fa sì che le figlie ritrovino il rapporto con il padre, le suocere si riappacifichino con le nuore, e tutto ciò non senza fatica. Anche questa Maria ha bisogno di preghiere, una lettera, un angelo(il postino) mandato da Lei Maria, che ha attentamente valutato e scartato le preghiere,le intercessioni, che numerose arrivano sotto forma di posta alla sua redazione, scegliendo le più pressanti, ma soprattutto le più “televisive”.
L’altra Maria, la Santa, non si sa come , forse ha a disposizione più stuoli di Angeli, riesce a curare l’intera umanità.
Questa la storia. Una famiglia, al ristorante il sabato sera, mamma, papà, figlio maschio 12enne, figlia femmina 6enne.
Entro con un amico al ristorante, il cameriere ci accoglie e subito ci indica un tavolo, di fianco alla famiglia e davanti al televisore. Intercetto gli sguardi di tutti i componenti della famiglia e i loro occhi sono lì, puntati sul televisore,di fronte al nostro tavolo, ed in onda…lei: Maria. Il televisore è un 14” senza antenna centralizzata e quindi Maria appare un po’ “innevata”.
Il cameriere gentilmente ci chiede se il tavolo è di nostro gradimento, io subito chiedo se è possibile averne uno lontano dal televisore ed ad alta voce dichiaro: “No, Maria(non la Madonna) no”., il cameriere scusandosi ci comunica che è l’unico tavolo per due persone rimasto ed aggiunge a bassa voce con una certa complicità, “io non la vedo mai” poi con un tono di voce leggermente più alto dice” se vuole posso cambiare canale” e mentre pronuncia questa frase con un gesto veloce impugna il telecomando e cambia, posizionando il canale su Italia 1, dove è in onda uno spassosissimo Shrek , immediatamente guardo la famiglia, lo sguardo di ciascuno dei componenti è cambiato, ora guardano tutti me, ma i loro occhi comunicano intolleranza.
Sembra quasi che la mia richiesta abbia interrotto la loro familiarità, sembra quasi che senza Maria si sentano a disagio, la mamma ha quasi uno sguardo perso, sembra chiedersi: “ed ora come ceniamo?”, il padre sembra anche lui imbarazzato,infatti immediatamente prende il cellulare e sembra verificare sms o telefonate perse, in cuor suo sperando che qualcuno, qualsiasi persona l’abbia cercato, in modo da poter richiamare o rispondere e passare così alcuni minuti di quella cena, che sembra sempre più pesante ed imbarazzante, il figlio maschio, immediatamente ricopia il padre, attivando alla velocità della luce un gioco rumoroso sul suo cellulare, la bimba senza cellulare comincia a giocare con le posate usandole per far suonare i due bicchieri di fronte a lei, la mamma a questo punto prende coraggio, i suoi occhi da sguardo disperso, mi fissano ora in modo competitivo e con una voce ferma a decisa si rivolge a me, che nel frattempo stavo sedendomi, con queste parole: “ signora dipende dai gusti!”
Giusta osservazione, la televisione è tanta e varia, tanti sono i canali a disposizione, molte le tematiche che possono andare incontro ai gusti di qualsiasi persona, ed è bello che oggi l’intero sistema televisivo, di servizio pubblico, satellitare a pagamento, locale e commerciale, possa avere molte proposte, ciascuno noi è ancora libero (?) di scegliere tra più di 200 canali in offerta.
Ma il tono della signora era davvero severo nei miei confronti,per la scelta culturale televisiva che avevo appena fatto, era il tono di chi ti sta incolpando di non avere letto l’ultimo libro di Camilleri, piuttosto che l’ultimo saggio di politica o di teologia.
A questo punto riguardo la famiglia: padre e figlio, occhi fissi sul cellulare, figlia che continua a suonare cercando di comporre un motivetto usando le posate ed i bicchieri, cosa questa che sta facendo innervosire non poco il cameriere e la mamma, che mi guarda sempre con un tono ora misto a sfida e supplica, della serie…” la prego, mi aiuti non so proprio come arrivare a fine cena”, in quello sguardo leggo tutta la sua disperazione, me la immagino casalinga, si vede che si è curata il trucco e ci scommetto che la maglietta che indossa è nuova, è la sua serata !Tutta la settimana a casa, dietro ai figli al marito, la cena al ristorante del sabato è una liberazione, niente piatti da preparare, niente cucina da riordinare, può stare seduta, essere servita da un cameriere efficiente, è la sua serata, perché rovinargliela, togliendole Maria, la sua sicurezza, il suo appoggio, dal lunedì al venerdì il pomeriggio e poi , il sabato sera, quasi fosse una messa solenne, il momento più alto dell’emozione.
La sua fantasia di giovane mamma corre tutti i pomeriggi davanti ai “tronisti”, ricorda quando era giovane e più magra, prima dei parti, prima di sposarsi con l’uomo che ora è lì, seduta accanto a lei, che non le rivolge la parola e nemmeno lo sguardo tanto è perso nel cercare sms o telefonate anche di tre giorni prima, pur di non essere coinvolto in un dialogo familiare, di ascolto.
Ora con la mia richiesta l’ha distrutta, ho distrutto la sua serata, ho distrutto l’ora e mezza della cena dove, ciascun componente della famiglia rivolgendo gli occhi a lei, a Maria (non la Madonna), poteva in silenzio pregare, sperare, partecipare ad una delle tante storie rappresentate, così forse da trovare un suggerimento, una strada un esempio da seguire.
In TV continua Shrek, i bambini cominciano a sembrare interessati, anche il papà comincia a seguire la storia ,i maschi adulti in fondo sono bambini, e questo li salva spesso nel rapporto con le femmine. La mamma invece ora sembra davvero arrabbiata anche perché oramai è fuori gioco, i suoi familiari sono presi dal meraviglioso cartone in 3d e lei…sola!
A questo punto, rispondo : “per i bambini è meglio vedere il cartone”, la sua risposta è una smorfia, immagino che cosa mi vuole dire: “vedono cartoni tutti i giorni” anche il sabato sera, la MIA serata, la cena al ristorante e Maria, la mia sicurezza, la mia fantasia, la mia emozione.
Comincio a ordinare, con il mio amico, sbirciamo ogni tanto il tavolo della famiglia, i bambini sono rapiti dalla storia di Ciuchino e dei suoi compagni di avventura, potrebbe essere un buon momento per i genitori per scambiarsi parole, prendersi per mano, scambiarsi dolcezze, invece è tutto un –passami il polpo, prendi le patatine, versami l’acqua-

La mia cena prosegue, è tutto molto buono. Arriva il padrone del locale, che gentilmente viene a salutarci, anche perché la telefonata di un nostro amico, aveva preannunciato il nostro arrivo, ed il gestore si stava assicurando che tutto fosse di nostro gradimento. Un signore alto,imponente, in pochi minuti ci racconta il suo percorso professionale, cuoco in grandi alberghi, insegnante in corsi di formazione professionale,i ragazzi in cucina ed in sala,con orgoglio, tutti suoi allievi.
Tutto molto buono, pesce fresco, vino eccezionale.
Ringrazia, ci salutiamo e si va a sedere alla scrivania, di fronte al nostro tavolo dove alle sue spalle è acceso il televisore. Sposta la sedia, si accomoda, prende il blocchetto delle ricevute,comincia a scrivere. Ad un certo punto…si blocca, si gira verso la TV, prende il telecomando e rimette il canale con Maria (non la Madonna).
In un attimo io e il mio amico giriamo contemporaneamente la testa verso la famiglia, tutto è cambiato, negli occhi dei suoi componenti. Leggo una serenità ritrovata, lo sguardo della mamma ora mi fissa, con un segnale di vittoria sembra dirmi:”povera scema, ma davvero pensavi di cambiare canale, davvero pensavi di rovinarmi la serata, davvero pensavi…noi amiamo Maria, molti amano Maria, tutti amano Maria.
Unico mio complice il cameriere che ritirando i nostri piatti mi lancia uno sguardo di complicità e sostegno, quasi a rassicurarmi che la scelta fatta di cambiare canale era stata giusta.
La nostra cena è alla fine, paghiamo il conto, ci alziamo e ci avviamo verso l’uscita.
Vicino alla porta in una nicchia mi rapisce un’altra scena, la curiosità mi porta ad avvicinarmi. Una poltrona da ufficio, di quelle imbottite con lo schienale alto, una scrivania, e sulla scrivania un pc acceso, con un videogioco. E’ uno di quelli di lotta ,due ragazzotti disegnati con una pessima grafica, si stanno colpendo usando gambe e braccia, sono vestiti con abiti di due colori diversi ed indossano una fascia sulla fronte, la scenografia del videogioco è molto povera e poco colorata,seduto con uno joystick tra le mani, un bambino. Età non più di cinque anni, è rapito dal gioco, il suo corpo quasi si perde tanto è grande la sedia che è infilata sotto la scrivania, è rapito, lo sguardo concentrato sul gioco, le mani si muovono velocemente sui diversi pulsanti colorati tra le sua mani, sembra di non accorgersi di nulla anche perché la scrivania è rivolta verso il muro ed il bambino nulla può veder di ciò che accade nel ristorante.
Immediatamente un pensiero affiora alla mia mente, probabilmente è il figlio del proprietario, separato, oggi è sabato e tocca a lui tenere il bambino, che sta giocando, da quanto tempo? Per quanto tempo?sicuramente fino a quando il papà avrà finito di servire cene,controllare il lavoro in cucina, rilasciato le ricevute e chiuso il locale.
Molto lavoro mi aspetta, molto lavoro aspetta tutte le persone più o meno a me vicine, che condividono il pensiero che il vero impegno “mediaeducativo” è con i genitori e gli adulti .
Mussi

domenica 13 giugno 2010

quale speranza?

ieri ho partecipato all'incontro organizzato da netone,"prove di dialogo".Perchè oggi ci sentiamo incapaci di scegliere?di trovare la verità? Un grande dono la vita ci ha dato la capacità di discernimento. Chiara Giaccardi ha suggerito questo pensiero: all'uomo prima di presentare il bene ed il male, è stato dato il dono di scegliere tra bene e male.
oggi spesso ci facciamo scegliere dalla vita, quanto riusciamo ad incidere con il nostro comportamento, sulla realtà che ci circonda? la speranza del cambiamento è solo nella nostra testimonianza, ma occorre avere pazienza e tempo, la fretta e la richiesta di risposta immediata alle sollecitazioni che offriamo o ci vengono offerte, non lasciano il tempo a far sì che la testimonianza nostra e degli altri arrivi non solo alle orecchie o agli occhi, ma arrivino all'intelligenza ed al cuore.oggi abbiamo la possibilità di comunicare immediatamente con molte persone contemporaneamente e la velocità di questa comunicazione ci porta a vivere solo il momento dell' "invio",come relazione. viviamo istante per istante e spesso non godiamo dell'istante perchè siamo preoccupati di come vivere l'istante che viene subito dopo. forse essere un pò bradipi nella comunicazione-relazione con l'altro ci può aiutare a vivere gli "istanti" con il giusto tempo.

lunedì 7 giugno 2010

il sogno di una clown

ho cominciato con un naso rosso ad intrattenere 100,200,600 bambini. Pastasciutta era il mio nome. Oggi ho un naso rosso dentro la mia anima e intrattengo 200,400,700 mila bambini.